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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 1315 - Grotta dell'Uragano

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta dell'Uragano
Nome principale sloveno
Numero catasto 1315
Numero catasto storico 556FR
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Prealpi Giulie
Provincia Udine
Comune Resia
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 049084 - Monte Canin
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5133207,0
Longitudine Gauss-Boaga 2388297,0
Latitudine WGS-84 46° 20' 21,9043" (46,33941787)
Longitudine WGS-84 13° 17' 18,8153" (13,2885598)
Latitudine UTM WGS-84 5133183,5
Longitudine UTM WGS-84 368292,8
Quota ingresso 796
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso
Profondità pozzo d'accesso
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 870
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo 109
Dislivello negativo 17
Dislivello totale 126
Quota fondo 779
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni certe (accessibili)
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La grotta si apre nella vallata del Rio Barman, pochi metri a monte della sorgente da cui ha origine il rio medesimo.
Descrizione dei vani interni della cavità La grotta inizia con una caverna ingombra di massi, oltre la quale scende uno stretto pozzo che può essere superato in pressione; subito dopo una fessura molto stretta conduce ad un laghetto, superabile a guado in periodi "normali", e quindi una galleria molto stretta si sviluppa sino a raggiungere un passaggio molto basso, oltre il quale scorre il torrente ipogeo, che si perde in un sifone; successivamente la risalita di una cascata alta 8m porta ad un passaggio basso, dopo il quale la galleria si fa più vasta ed agevole continuando così per un centinaio di metri, sino a raggiungere il secondo lago-sifone, dal quale ha origine il torrente.
Un passaggio sopra il lago-sifone conduce ad una galleria non più interessata dall'acqua, in continua salita, con il suolo cosparso di blocchi franati dalla volta e dalle pareti, la quale termina in prossimità di uno stretto camino. Oltre questo camino si sviluppa un alto ramo di galleria, non più interessato dall'acqua, dapprima discendente, poi in leggera ascesa, che termina sull'orlo di un vasto pozzo profondo 40m, oltre il quale la galleria sembra continuare ancora.
Sotto il pozzo, interrotto a metà circa da un ripiano fangoso formato da massi incastrati, scorre nuovamente il torrente ipogeo, il quale a valle prosegue in una galleria in discesa e raggiunge, dopo qualche metro, un salto che finisce in un lago-sifone, mentre a monte termina subito in un vasto e profondo lago-sifone.
Questo lago-sifone è stato oggetto di esplorazione da parte di una squadra di subacquei che, immersivi, hanno percorso una galleria sommersa lunga 47m e profonda al massimo 9m. Oltre il sifone la cavità continua per una trentina di metri sino ad incontrare un nuovo lago-sifone.

AGGIORNAMENTO DEL 27-02-2000
Superato il sifone terminale, forzato da A. Kozel nel 1967 (del quale è stata ritrovata la sagola) e percorso a piedi un tratto di una trentina di metri, si incontra un altro sifone. Questo nuovo tratto sommerso è lungo 25m e profondo poco più di 3m. Si riemerge in una galleria in salita, dalla sezione di 4x4m circa.
L'acqua è limpidissima e la temperatura è intorno ai 4°C.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 27-02-2000