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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 1312 - Voragine del Rio Lanza

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Voragine del Rio Lanza
Nome principale sloveno
Numero catasto 1312
Numero catasto storico 532FR
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Alpi Carniche
Provincia Udine
Comune Paularo
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 032021 - Cordin Grande
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5159898,0
Longitudine Gauss-Boaga 2376961,0
Latitudine WGS-84 46° 34' 37,9138" (46,57719829)
Longitudine WGS-84 13° 7' 59,3441" (13,13315115)
Latitudine UTM WGS-84 5159874,3
Longitudine UTM WGS-84 356957,4
Quota ingresso 1100
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzetto
Profondità pozzo d'accesso 4
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 85
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo 32
Dislivello negativo 80
Dislivello totale 112
Quota fondo 1020
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Segnalate prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Per raggiungere la cavità bisogna partire da Casera Meledis bassa e scendere verso il letto del Rio Lanza; camminando sul prato a monte del rio, all'inizio del bosco, pochi metri sopra il rio stesso, si incontra un sentiero che conduce ad Est e quindi, in corrispondenza della confluenza del Rio Lanza con il Rio Malinfier, si devono attraversare i due torrenti, passando sulla sinistra orografica del Rio Lanza. Salendo parallelamente al rio per 300m si giunge alla fine del sentiero, sul greto del rio stesso e, aggirando un grosso masso e proseguendo per 50m, si arriva alla grotta che si apre lungo una frattura nella parete rocciosa, a circa 3m dal greto.
Descrizione dei vani interni della cavità La grotta è un budello verticale profondo 80m e si apre nei calcari del siluriano superiore con una stretta fessura, profonda 4m, alla quale fa seguito un pozzo profondo 15m, alla cui base s'incontra un forte getto d'acqua proveniente da un camino laterale; un pozzo di 18m, la cui discesa è resa difficoltosa dalla presenza dell'acqua, porta ad un piano detritico da cui si diparte un cunicolo che sbocca sul pozzo maggiore della cavità, quello di 34m. Un ulteriore salto di 4m porta ad un laghetto in cui si perdono le acque che hanno accompagnato l'esploratore nella sua discesa.
Nel 1989 con una breve traversata sul pozzo iniziale è stata raggiunta un'evidente finestra, situata circa alla stessa quota dell'ingresso. Da una cavernetta, nella quale vi sono evidenti fenomeni di crollo, si apre una galleria in salita impostata lungo un'evidente frattura inclinata, orientata Nord-Sud. Alcuni malagevoli passaggi portano in una cavernetta dalla quale una risalita in artificiale di 3,5m conduce nella parte finale, molto stretta, di questo ramo che infine è chiuso da una frana.
Il nuovo ramo, nel quale non c'è stillicidio e non è stata avvertita alcuna corrente d'aria, in totale misura 63m di sviluppo per 32 di dislivello.
Nel complesso la cavità dovrebbe raggiungere circa 140m di dislivello, in quanto una squadra di speleosub della Commissione Grotte "Eugenio Boegan", superando il sifone terminale è scesa per ulteriori 25m fino ad un nuovo sifone.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 28-01-1989