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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 125 - Grotta di Boriano

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta di Boriano
Nome principale sloveno
Numero catasto 125
Numero catasto storico 135VG
Numero totale ingressi 2

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Duino-Aurisina
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110012 - Samatorza
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5069355,5
Longitudine Gauss-Boaga 2420427,8
Latitudine WGS-84 45° 46' 13,3494" (45,77037482)
Longitudine WGS-84 13° 43' 9,421" (13,71928361)
Latitudine UTM WGS-84 5069332,6
Longitudine UTM WGS-84 400422,0
Quota ingresso 248.6
Data esecuzione posizione 31-12-2006
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 10.00x3.00 m
Tipo ingresso Galleria
Profondità pozzo d'accesso
Autore posizione Sgambati Alessandro
Gruppo appartenenza ISP FOR - Ispettorato Ripartimentale Foreste
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 188
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 23.5
Dislivello totale 23.5
Quota fondo 225.1
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Descrizione dei vani interni della cavità Questa importante cavità era nota da lungo tempo agli abitanti di Boriano, ma la prima visita di cui si ha notizia certa è quella effettuata nel 1898 dalla Società Alpina delle Giulie; l'anno successivo Giuseppe Sillani ne effettuò il rilievo e nell'ultima sala sono ancora visibili le sigle e la data tracciate in quella occasione.
Con l'arretramento del confine italo-jugoslavo la grotta venne considerata perduta e appena nel 1959 si accertò che l'ingresso era tuttora in territorio italiano, sia pur per pochi metri: l'accedervi però richiese molta attenzione e per non valicare la linea di confine è necessario scendere per una scarpata laterale coperta da rovi, mantenendosi al di qua del paletto di confine.
L'attuale imbocco non è quello scavato dalle acque che hanno formato la caverna e si è aperto in epoca successiva sul fianco della stessa; una volta entrati si percorre un ambiente spazioso, dal suolo in ripida discesa, nel quale si intravedono subito ricche formazioni calcitiche e massi di crollo. Dopo un tratto ascendente la cavità continua con una tetra galleria interamente occupata da un caotico accumulo di blocchi enormi e lastre staccatesi dalle pareti e dalle volte, sui quali si procede con cautela in leggera discesa. Il materiale di frana si esaurisce in corrispondenza di una stozzatura, al di là della quale la grotta muta completamente aspetto: il suolo diviene orizzontale ed è costituito da un crostello stalagmitico, nel quale sprofonda una cavità a forma di marmitta che è possibile aggirare lateralmente. Più avanti le dimensioni della cavità aumentano e le concrezioni coprono ogni anfratto, creando sul pavimento dei grandi bacini colmi di limpidissima acqua. Superati altri due pilastri che formano una specie di portale, si entra in una grande caverna nella quale si ergono, sul lato destro, numerosi ed imponenti gruppi colonnari e stalagmitici che digradano verso la parete Sud. Nella parte terminale della sala si nota che il crostone calcitico è stato spezzato, incontrando un banco di argilla che è stato scavato per qualche metro, nel tentativo di scoprire altri vani. Lo scavo è stato effettuato nel corso della prima guerra mondiale ed infatti sulle concrezioni vi sono varie sigle e date degli anni tra il 1914 ed il 1917, durante i quali gli austriaci considerarono la possibilità di adattare la grotta a ricovero militare, come venne fatto per altre caverne vicine, tra le quali la Grotta di Ternovizza.
Il nome indigeno (Vodnica Jama - Grotta dell'Acqua) suggerisce l'ipotesi che gli abitanti dei vicini paesi vi si recassero in occasione delle grandi siccità ad attingere le fresche ed abbondanti acque delle vasche alimentate da un costante stillicidio e da modeste infiltrazioni. Va notato ancora il fatto singolare che la grotta procede nel suo sviluppo parallela al fianco della collina, mentre il camino che raggiungeva la superficie, notato dal Sillani, è ora ostruito.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 31-12-1899
Foto
Tipo inquadratura: Ingresso

Data dello scatto: 01-05-2015

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Podgornik Ferruccio

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Data dello scatto: 01-05-2015

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Podgornik Ferruccio

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Data dello scatto: 01-05-2015

Tipo inquadratura: Ingresso

Autore foto: Podgornik Ferruccio

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Descrizione inquadratura: Il secondo ingresso che si apre sul versante sloveno.
Tipo inquadratura: Ingresso

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Tipo inquadratura: Ingresso

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Descrizione inquadratura: Scritte storiche.
Tipo inquadratura: Ingresso

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino