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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 117 - Abisso del Diavolo

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Abisso del Diavolo
Nome principale sloveno
Numero catasto 117
Numero catasto storico 56VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Trieste
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110151 - Grozzana
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5054563,0
Longitudine Gauss-Boaga 2433116,0
Latitudine WGS-84 45° 38' 20,2868" (45,63896855)
Longitudine WGS-84 13° 53' 6,2959" (13,8850822)
Latitudine UTM WGS-84 5054540,1
Longitudine UTM WGS-84 413109,7
Quota ingresso 468
Data esecuzione posizione 31-12-2000
Affidabilità posizione 2° gruppo riposizionamento regionale GPS (2000)
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 7m x 6m
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 121
Autore posizione Manzoni Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 210
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 125
Dislivello totale 125
Quota fondo 343
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L'Abisso sotto il Monte Concusso o del Diavolo si apre a 1800m in direzione Est + 11° Sud dalla chiesa di Basovizza, sul fianco orientale del Monte Concusso.
Descrizione dei vani interni della cavità La grotta è nota fin dal 1898 e nel 1912 un soldato austriaco vi effettuò un temerario tentativo di discesa con alcune corde annodate, precipitandovi però miseramente.

AGGIORNAMENTO del 1981:
l'imbocco del pozzo è rotondeggiante con un diametro che all'inizio supera i 10m. La forma è quella di una dolina che sul lato Sud presenta la roccia denudata e abbozzata a gradoni naturali. La dolina poi si infossa maggiormente e assume una direzione più marcatamente verticale, terminando con continuità nelle pareti del pozzo vero e proprio.
Alla profondità di 7m si ha un restringimento di 5m x 4m che conferisce al pozzo un aspetto ad imbuto. Alla profondità di 14m nella parete SW si nota una finestra naturale che dà adito al nuovo ramo scoperto. Alla stessa quota, ma dal lato opposto, vi è una seconda finestra, accessibile con un pendolo scendendo lungo la parete Est, che si addentra per qualche metro elevandosi a camino e non presenta ulteriori vie di prosecuzione.
Dopo una discesa di circa 30m appare l'imponente frattura costituita dalla confluenza del P6 nel pozzo principale (P121) il quale finora ha mantenuto pressochè costanti le sue dimensioni e adesso comincia ad allargarsi gradualmente in una voragine con l'asse maggiore di circa 15m. A circa 90m di profondità le pareti si avvicinano, proprio in prossimità di un ponte naturale anteposto ad una fessura che non si riesce a raggiungere. Un secondo ponte naturale è dislocato a una decina di metri più in basso. Alla profondità di 110m le pareti formano una strozzatura, se così può essere chiamata, per poi divaricare a campana fino al fondo del pozzo, il quale si trova alla profondità di oltre 120m ed è costituito da un cono di deiezione degradante da entrambe i lati. La parte rivolta ad Ovest s'arresta contro la parete, dopo una decina di metri. Dal lato opposto la parete del pozzo si prolunga fino a 3m da terra, lasciando aperto l'accesso che dà adito ad una galleria lunga complessivamente oltre 30m. La prima parte, in discesa, tocca la massima profondità dell'abisso a 125m; l'altra metà, proprio in corrispondenza di un alto camino, comincia a elevarsi con marcata inclinazione per oltre 10m, terminando con una biforcazione a forma di camino.
L'accesso al nuovo ramo è costituito da un portale alto 7m e largo in media 1,5m, ma un ponte naturale ne riduce il lume a metà. L'ambiente è improntato a una morfologia prettamente diaclastica, con pareti ravvicinate e convergenti verso l'alto. In direzione SW si apre un salto verticale di 10m, frazionato da alcuni ripiani costituiti da massi incastrati tra le opposte pareti. Proseguendo la discesa le pareti si dilatano sensibilmente dando origine ad un pozzo che dopo 6m sprofonda inclinandosi per una quindicina di metri ancora e confluendo nel pozzo principale mediante un'imponente frattura verticale. In direzione SE, poco sopra alla base del P6, si intravede una finestra che non è stato possibile raggiungere, ma nella quale si nota l'inizio di un corridoio in salita.
Per proseguire è necessario effettuare un pendolo che consente di raggiungere un corto corridoio posto a cavallo del P6 e di un salto di 4m. L'ambiente quindi tende ad allargarsi dando origine ad un vano di 5m x 4m, alto 5m. Ad abbellire questa zona vi sono vistose colate calcitiche sulle pareti e insolite stalagmiti alte e sottili che salgono dal suolo, anch'esso ricoperto da una crosta calcitica per un buon tratto. Il pavimento poi degrada bruscamente terminando con un salto di 8m e le pareti si restringono a circa 1m, mentre un ponte naturale divide la spaccatura in due corridoi sovrapposti, i quali si riuniscono alla base del salto formando un ripiano che si frappone tra il P8 ed il pozzo che segue. Il P9 termina in un'ampia galleria, retroversa rispetto ai vani sovrastanti. Nella sua parte centrale è interrotta da un altro pozzo di 16m, superabile mediante un passaggio ricavato nella parete che delimita un tratto dell'ortovacuo. Questa parte della cavità risulta nell'insieme piuttosto complicata a causa di una morfologia non sempre ben definita e difficilmente semplificabile. Tuttavia essa riflette e conserva le caratteristiche peculiari di una morfologia eminentemente diaclastica. L'ultimo pozzo sprofonda verticale per 16m e le pareti, divaricando, delimitano un' ellisse che si allunga in direzione WSW. Dalla sua base si estende per circa 25m una galleria stretta ed alta che mantiene lo stesso orientamento del pozzo; nella parte terminale un'ortoevacuazione si eleva a perdita d'occhio. Anche qui le pareti sono ricoperte di una coltre calcitica e da concrezioni litogenetiche di notevole effetto; pure il suolo è occultato da una crosta spessa e ampiamente distribuita. Quasi al centro della galleria una china formata da sfasciume roccioso porta con marcata pendenza al termine di questa parte della cavità, alla profondità di 72m.
Quest'ultima parte della grotta risulta retroversa rispetto al vano che la precede, ma allo stesso tempo concordante con l'orientamento generale della cavità. La morfologia è in parte quella che caratterizza i vani precedenti: pareti alte e ravvicinate, più o meno convergenti verso l'alto a guisa di frattura diaclastica.

AGGIORNAMENTO del 1985:
nel corso del 1985, mediante difficili pendoli ed impegnative arrampicate, sono stati raggiunti alcuni camini e finestre che hanno portato lo sviluppo totale della cavità a 210m.
Una prima interessante diramazione, lunga circa una trentina di metri, è raggiungibile con un pendolo a 45m di profondità, scendendo il grande pozzo. Un piccolo ramo si apre invece ad una dozzina di metri dal fondo del P121, verso Est. Verso Ovest, lungo una galleria, è stato risalito un ampio camino fino al suo termine, rinvenendo a varie altezze alcuni vani, al ramo che si diparte da quota -14m scoperto nel 1981.

AGGIORNAMENTO del 1988:
nel corso del 1988 è stato risalito completamente l'ampio camino posto al termine del ramo scoperto nel 1981. Esso si innalza per un totale di 36m e a circa 25m di altezza si trova una bella cavernetta riccamente concrezionata. Al termine delle esplorazioni il camino è stato disarmato completamente.

Rilievo Completo - Effettuato in data: 31-12-1988
Foto
Data dello scatto: 13-06-2015

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Gherlizza Franco

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Data dello scatto: 13-06-2015

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Gherlizza Franco

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Data dello scatto: 13-06-2015

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Gherlizza Franco

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Descrizione inquadratura: Panoramica del pozzo
Data dello scatto: 13-06-2015

Tipo inquadratura: Ingresso

Autore foto: Gherlizza Franco

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Descrizione inquadratura: L'ingresso del pozzo dalla partenza dell'armo.
Tipo inquadratura: Ingresso