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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 1130 - Grotta delle Lame

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta delle Lame
Nome principale sloveno
Numero catasto 1130
Numero catasto storico 4081VG
Numero totale ingressi 1

Scopritori
Data scoperta 01-01-1961
Scopritore Non specificato -
Gruppo scopritore GSCT - Gruppo Speleologico Carso Triestino

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Sgonico / Zgonik
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110051 - Sgonico
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5065026,0
Longitudine Gauss-Boaga 2421477,0
Latitudine WGS-84 45° 43' 53,6398" (45,73156661)
Longitudine WGS-84 13° 44' 1,1574" (13,73365482)
Latitudine UTM WGS-84 5065003,2
Longitudine UTM WGS-84 401471,1
Quota ingresso 229
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 13
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 23
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 51
Dislivello totale 51
Quota fondo 178
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni inaccessibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L'ingresso della grotta è molto stretto e si apre, nella roccia viva, sul fianco di una dolina di crollo che si trova sul lato destro del sentiero che da Gabrovizza conduce a Sales.
Descrizione dei vani interni della cavità La grotta è costituita da tre pozzi che complessivamente portano alla profondità di 51m. Tutta la cavità è interessata da fenomeni di dissoluzione che hanno contribuito alla formazione di lame di roccia.
Nel 1984, nel corso di una verifica del rilievo della cavità, sono state notate alcune fessure che, una volta allargate, potrebbero portare alla scoperta di ulteriori sviluppi.
In una nicchia in parete, alla profondità di una quindicina di metri, sono stati notati dei resti ossei ammassati, ai quali erano mescolati dei cocci che ad un primo esame superficiale sembrano appartenere alla cultura dei castellieri. La presenza di questi reperti all'interno della cavità è perlomeno singolare, infatti l'angusto ingresso della grotta si apre nella roccia viva ed al momento della sua scoperta si è dovuto compiere un lavoro di scavo per renderla praticabile. Si può quindi ipotizzare che il materiale sia pervenuto nella cavità attraverso vie diverse dall'ingresso attuale: poichè questa grotta si apre sul fianco di una dolina di crollo, si può supporre che fosse esistita un'altra caverna, ora crollata, dalla quale partiva un cunicolo che collegava le due cavità, per cui gli ossami ed i cocci sarebbero giunti nella 1130/4081VG proprio attraverso la caverna crollata.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 31-12-1984