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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 110 - Grotta di Viganti

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta di Viganti
Nome principale sloveno
Numero catasto 110
Numero catasto storico 66FR
Numero totale ingressi 2

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Prealpi Giulie
Provincia Udine
Comune Nimis
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 049164 - Chialminis
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5122693,0
Longitudine Gauss-Boaga 2388175,0
Latitudine WGS-84 46° 14' 41,3277" (46,24481326)
Longitudine WGS-84 13° 17' 23,7125" (13,28992013)
Latitudine UTM WGS-84 5122669,7
Longitudine UTM WGS-84 368170,6
Quota ingresso 534
Data esecuzione posizione 31-12-1999
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso
Profondità pozzo d'accesso
Autore posizione Manzoni Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 1450
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 252
Dislivello totale 252
Quota fondo 282
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Segnalate prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Appartenente al complesso Sistema Viganti - Pre Oreak
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La Grotta di Viganti si apre con un ampio portale, a 540m s.l.m. sui Monti Bernadia (Tarcento), ai piedi di una parete calcarea sottostante le case di Borgo Vigant, al termine di una valle chiusa che si sviluppa in terreni eocenici.
Descrizione dei vani interni della cavità Le prime esplorazioni della cavità iniziarono nel 1896 con l'intento di indagare dal punto di vista idrografico quella che diventerà successivamente una delle zone più interessanti del Friuli, e durante ulteriori indagini, svolte nel 1904 e nel 1912, vennero rinvenuti numerosi resti di fauna risalente all'ultima fase glaciale.
La grotta, formata da un insieme di gallerie e di pozzi di modeste dimensioni (a parte i due maggiori, profondi circa 40m l'uno), inghiotte nei periodi piovosi le acque del Rio Tanaloho che poi, attraverso un sifone lungo 32m e posto alla profondità di 248m, smaltisce nella sottostante Grotta Pre-Oreak. In occasione di piene eccezionali quest'ultima viene completamente invasa dalle acque che si gettano poi nel Torrente Cornappo.
L'esplorazione del sifone che congiunge le due cavità, avvenuta negli anni 1963-1965 ad opera dei subacquei della Commissione Grotte "E.Boegan", risolse un problema idrologico che aveva appassionato varie generazioni di studiosi. Nello stesso periodo la Commissione Grotte completava il rilievo dell'abisso, scoprendo nel contempo un nuovo ramo, non percorso da acque correnti, che, partendo dalla profondità di 160m, porta all'inizio della galleria terminale, alla profondità di 208m: questa nuova via permette ora di raggiungere il fondo della cavità evitando il tratto intermedio, piuttosto scomodo per la presenza in ogni stagione di acque correnti.
Alla fine del 1977 l'Associazione Friulana Ricerche ha scoperto un secondo ramo fossile il cui rilievo è stato aggiornato dal Gruppo Triestino Speleologi nel 1984.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 14-10-1984