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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 106 - Jama Jablenza

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Jama Jablenza
Nome principale sloveno
Numero catasto 106
Numero catasto storico 163VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Sgonico
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110051 - Sgonico
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5065039,0
Longitudine Gauss-Boaga 2421948,0
Latitudine WGS-84 45° 43' 54,3016" (45,73175045)
Longitudine WGS-84 13° 44' 22,9349" (13,73970414)
Latitudine UTM WGS-84 5065016,2
Longitudine UTM WGS-84 401942,1
Quota ingresso 255
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 42
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 246
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 115
Dislivello totale 115
Quota fondo 140
Vincolo paesaggistico No
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Segnalate prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La cavità si trova al fondo di una dolina a lato della strada che da Gabrovizza conduce a Sgonico, sulla destra provenendo da Gabrovizza.
Descrizione dei vani interni della cavità Il Pozzo tra Gabrovizza e Sgonico è più conosciuto con i nomi di Jablenza o Grotta del Diavolo che derivano da alcune leggende paesane, forse create spaventare i pastorelli e tenerli lontani dalla bocca pericolosa della voragine. A Sgonico si narra ancora tra i vecchi che una fanciulla, caduta nella grotta assieme alla sua mucca, venne nuovamente alla luce nei pressi di Duino. L'idea dell'esistenza di un fiume che scorre sotto il Carso era diffusa tra i contadini da tempi immemorabili e anche altri racconti lo confermano.
L'orlo del pozzo, per un buon tratto rivestito da muschi, è allungato ed è raggiungibile comodamente soltanto dal lato Ovest della dolina che presenta i fianchi troppo scoscesi dagli altri lati. Il pozzo iniziale sprofonda in verticale assoluta per 42m raggiungendo una china in ripida pendenza che prosegue in un'alta e stretta galleria. Alla fine del pendio si trova del pietrame grossolano e poi su di un piano argilloso sorgono due colonne, spezzatesi in seguito all'abbassamento del suolo. Da qui si entra in un'alta e ampia caverna disadorna, ingombra di una grande quantità di massi di crollo coperti in alcuni punti da incrostazioni calcitiche. Una cengia sulla parete Sud porta all'imbocco di una diramazione scoperta nel 1946, nella quale, contrariamente a quanto si rileva negli altri ambienti, l'umidità è notevole ed il concrezionamento è in pieno sviluppo. Vi abbondano infatti le colate ed in particolare le stalattiti, tra le quali si notano molte eccentriche di grande bellezza e strane escrescenze aggrovigliate di calcite purissima. E' questa indubbiamente la parte più suggestiva della cavità.
Sul lato opposto della caverna si apre tra i blocchi di frana lo stretto orifizio del pozzo interno, che in realtà potrebbe essere definito una galleria fortemente inclinata ed interrotta da due salti verticali.
Questo tratto è molto asciutto e poco concrezionato, mentre a metà discesa si incontra un enorme blocco incuneato tra le pareti, del volume di circa 130 metri cubi. Prima di raggiungere tale masso, traversando sulla parete Sud, si può raggiungere una breve diramazione nella quale vi è una successione di piccoli pozzi affiancati, interessati da una forte erosione.

NOTA: la china detritica alla base del pozzo di accesso è completamente coperta di rifiuti di ogni genere.

NOTA:
nell'archivio della Commissione Grotte "Eugenio Boegan" esiste un rilievo datato 12 agosto 1894 con la sigla C.P.( forse eseguito da Circolo Hades che operava appunto sul Carso in quel periodo e attribuito comunque al Club Touristi Triestini in uno scritto raccolto assieme al resto della documentazione archiviata). Si tratta probabilmente della prima esplorazione, peraltro incompleta, in quanto nel rilievo il pozzo interno non risulta ancora individuato.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 31-10-1948