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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 1039 - Inghiottitoio di Lasiz

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Inghiottitoio di Lasiz
Nome principale sloveno
Numero catasto 1039
Numero catasto storico 481FR
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Prealpi Giulie
Provincia Udine
Comune Pulfero
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 067022 - Pulfero
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5113549,0
Longitudine Gauss-Boaga 2402576,0
Latitudine WGS-84 46° 9' 54,672" (46,16518667)
Longitudine WGS-84 13° 28' 44,1308" (13,47892523)
Latitudine UTM WGS-84 5113525,6
Longitudine UTM WGS-84 382571,2
Quota ingresso 263
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 6
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 57
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 29
Dislivello totale 29
Quota fondo 234
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Descrizione dei vani interni della cavità Lo stretto ingresso dà adito al pozzo iniziale, profondo 6m, interrotto da un ripianetto in prossimità di una strettoia, dalla cui base parte, in direzione NW, una galleria molto bassa e sormontata da due camini.
La grotta è stata esplorata nuovamente nel 1983 e nel pavimento di crollo della saletta terminale della galleria che si sviluppa in direzione NE è stata rintracciata una via di prosecuzione, resa agibile dopo circa 4 ore di scavo. La fessura, aperta tra massi, dà adito ad un pozzo, impostato su frattura, profondo 11m e con il fondo, in ripida discesa, occupato da grossi massi di crollo; tra questi si apre uno stretto cunicolo, esplorato soltanto per circa 2m, fino a quando si trasforma in un meandro impraticabile.
Sotto il pozzetto d'accesso è stato forzato un cunicolo in salita, formato da una serie di allargamenti e strozzature, che diviene impraticabile dopo circa 9m, nel quale c'erano due pipistrelli.
La cavità, formata da una galleria discendente, è condizionata da una serie di fratture parallele con orientamento 320°Nord. Nel tratto intermedio si sviluppa una galleria d'interstrato, con pareti e fondo in marna grigia molto erodibile e friabile e con il soffitto più compatto, composto da strati formati in prevalenza da calcari marnosi. Nel tratto finale alcune concrezioni di modeste dimensioni, crescono lungo le fratture.
Già nel 1959 la grotta era usata come discarica di carogne di animali e di immondizie, ma nonostante l'inquinamento in essa è stato catturato un esemplare di Antisphodrus.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 25-09-1983