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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 1006 - Grotta Cinquantamila

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta Cinquantamila
Nome principale sloveno
Numero catasto 1006
Numero catasto storico 3978VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Trieste
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110113 - Padriciano
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5056198,0
Longitudine Gauss-Boaga 2429066,7
Latitudine WGS-84 45° 39' 11,3887" (45,65316354)
Longitudine WGS-84 13° 49' 58,191" (13,83283084)
Latitudine UTM WGS-84 5056175,2
Longitudine UTM WGS-84 409060,5
Quota ingresso 355
Data esecuzione posizione 09-03-2008
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Probabilmente ostruito
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso
Profondità pozzo d'accesso
Autore posizione Mikolic Umberto
Gruppo appartenenza CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 300
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 73
Dislivello totale 73
Quota fondo 282
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni inaccessibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L'ingresso di questa grotta si trova tra Padriciano ed il valico di Monte Spaccato, fra rade doline e campi arativi, è attualmente ostruito e soltanto una lieve depressione del prato permette di stabilirne la posizione.
Descrizione dei vani interni della cavità Un breve e basso cunicolo porta ad una galleria in notevole pendenza, alta in media 2-3m e larga altrettanto, dal suolo in parte ricoperto da detriti ed in parte da un crostello stalagmitico poggiante su sedimenti argillosi. Dopo una ventina di metri dei gradini artificiali incisi nella concrezione o formati da massi accatastati uno sull'altro, facilitano la discesa nei punti più ripidi. Numerose concrezioni abbelliscono qui la galleria, mentre il suolo, quasi per contrasto, è ricoperto da uno strato di argilla attaccaticcia (punto 3 del rilievo). Dall'alto e stretto camino che fora la volta della galleria, il giorno 22/02/1959 usciva una corrente d'aria fredda e cadeva un abbondante stillicidio. Oltre questo punto si giunge, dopo una ventina di metri, ad una spaziosa caverna alta 12m e da cui si dipartono 3 gallerie dove il suolo è costituito da un alto strato d'argilla e in alcuni punti più depressi l'acqua stillante dal soffitto ha formato piccole polle d'acqua fangosa. Questo, che potrebbe essere definito il centro della grotta, doveva fungere da collettore dei vari corsi d'acqua ipogei che percorrevano i vari rami della grotta, per poi riversarsi nella vasta caverna finale dalla quale proseguivano.
Nella parete Est di questa caverna si apre una spaziosa galleria che dopo una ventina di metri prosegue con uno stretto e breve passaggio fra l'argilla del pavimento e la base della parete di fondo. Superatolo, si accede ad una seconda galleria; numerosissime fratture, di varie dimensioni e con orientamento prevalente NNE-SSW, con la loro reciproca intersezione e fusione hanno delineato la forma di questo ambiente. Alla fine del ramo che si sviluppa in direzione NE-SW si apre un lungo cunicolo in salita, interrotto verso la fine da una cavernetta. L'esame di questo cunicolo fa ritenere che anch'esso sia stato percorso da un ruscelletto.
Nella caverna centrale (punto 5) si scorge, a pochi metri di distanza, in direzione SE, una finestra dai bordi irregolari che immette su una alta e larga galleria che a destra porta al pozzo principale, ed a sinistra sale per circa 30m, adorna da bellissime formazioni calcitiche cristalline; particolarmente bella è la saletta che si incontra a circa metà percorso. Due strettoie portano infine ad una cameretta che ospita alcuni bacini d'acqua.
Dalla caverna centrale (punto 5) si diparte infine la diramazione maggiore, che scende con una lunga serie di gradini ricavati nell'argilla unendosi alla galleria citata poco sopra (punto 6) ed assieme a questa si getta nel pozzo principale. Sulla parete (sopra al punto 7) fu rinvenuta la scritta "E.W. 1866".
Qui, ad una profondità di 35m si apre la bocca di un pozzo di 29m interrotto dopo 13m da un ripiano dal quale si scorge come l'acqua che scorreva nella cavità abbia in epoche remote profondamente inciso la parete del pozzo, originariamente obliqua, scavandovi una stretta gola. In questo punto ed alla base del pozzo si scorgono, frammisti all'argilla ed ai detriti, i residui marcescenti di una o due scale a pioli. Cinque metri sotto questo pianerottolo si apre una breve e fangosa diramazione.
Dalla base del pozzo si entra in una caverna lunga 20m, larga 8-9m ed alta in media 15m, dalla volta perforata da alcuni camini stillanti acqua in abbondanza. Un cumulo di sabbia occupa un angolo della caverna, e questa è una rarità. Un angolo della caverna è occupato da un grande ammasso di sabbia, alla quale sono frammisti molti pisoliti, alcuni del diametro di ben 20 cm.
Accanto al mucchio di sabbia si apre, alta sulla parete, un'altra galleria, adorna di lunghe e bellissime stalattiti, che si sviluppa per circa 15m e dalla quale scende un solco analogo a quello in cui scende il pozzo principale, anche se di dimensioni più modeste rispetto a quest'ultimo.
Nel punto più depresso della caverna, in un pantano d'argilla mista a sabbia, si trova un bacino artificiale per la raccolta dell'acqua, costruito con alcune assi di legno.
Su un fianco della caverna infine, si apre un pozzetto di 5,60m, interamente scavato artificialmente che porta al punto più profondo della grotta, a 73m di profondità.
Qui si scorge ancora la fessura che i ricercatori d'acqua del secolo scorso avevano seguito, sperando li portasse in nuovi ambienti ed a profondità maggiori.
Per precisi impegni assunti con il proprietario del fondo, l'ingresso venne nuovamente chiuso dopo l'esplorazione.
NOTA STORICA 1006/3978VG:
nel gennaio del 1959 la Commissione Grotte venne informata che nella zona di Padriciano esisteva una grande cavità, il cui ingresso era però ostruito da molto tempo. Il proprietario del terreno, identificato dopo lunghe ricerche, indicò l'esatta ubicazione dell'imbocco in un prato adiacente a dei campi coltivati. Dopo aver rimosso una grande quantità di sassi e terra, venne alla luce la parte iniziale di un cunicolo discendente, che si trasformava ben presto in una spaziosa galleria.
La cavità era in effetti di considerevoli proporzioni, ma un interesse assai più singolare le venne conferito dalla presenza di notevoli adattamenti, quali rozze scalinate scavate nell'argilla e resti di scale fisse che avevano armato il baratro finale di 29m presso l'imbocco del quale una sigla ed una data (E.W. 1866) incise nella roccia permisero di stabilire l'epoca dei lavori, che corrisponde all'ultimo anno di ricerche, ad opera del Comune di Trieste, nell'Abisso dei Morti (10/15VG).
Per quanto non si abbiano notizie precise in merito, è probabile che in quell'occasione siano state prese in esame anche altre grotte vicine ed in effetti la cavità in questione non è lontana dal tragico abisso.
Da voci raccolte in paese e da alcune scritte notate nella grotta, risulterebbe che la stessa servì da nascondiglio ai partigiani durante la seconde guerra mondiale, come avvenne per la Caverna presso Basovizza(689/3477VG), anche detta Grotta dei Partigiani.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 22-02-1959